L' intervento di Mons. Murad il 22 marzo al Pellegrinaggio giubilare interdiocesano nella Basilica di S. Paolo

Il vescovo di Homs Jacques Mourad al Pellegrinaggio giubilare: la Chiesa è un segno di speranza per tutti

Mercoledì 16 aprile durante la Messa crismale in Cattedrale verrà consegnato al vescovo Stefano quanto è stato raccolto dai fedeli di Frascati e di Velletri-Segni a sostegno dell'Arcidiocesi di Homs

25 Marzo 2025

Al pellegrinaggio giubilare interdiocesano ha partecipato anche Mons. Jacques Mourad, Vescovo dell’Arcidiocesi di  Homs dei Siri, nei confronti della quale, attraverso il vescovo Stefano,  le diocesi di Frascati e di Velletri- Segni, hanno promosso delle azioni di prossimità spirituale e di aiuti materiali per sostenerne le grandi necessità causate dalla guerra e dall’instabilità politica.

In questa direzione le comunità parrocchiali, i gruppi, le associazioni, i movimenti e le confraternite in questi mesi hanno programmato iniziative, ancora in atto,  per esprimere concretamente questa vicinanza mediante la raccolta di offerte ed aiuti economici.

Tutto ciò che sarà stato raccolto verrà consegnato al vescovo Stefano mercoledì 16 aprile durante la celebrazione della Messa Crismale in cattedrale e sarà inviato a Mons. Mourad.

Qui di seguito l’intervento integrale del vescovo Jacques Mourad che, durante la celebrazione giubilare a S. Paolo, ha testimoniato la drammatica situazione che la sua comunità sta vivendo, il ruolo della Chiesa e i segni di speranza.

 

Basilica di S. Paolo fuori le Mura, 22 marzo 2025

Buongiorno a tutti.

Ringrazio molto per l’occasione di partecipare a questo pellegrinaggio, soprattutto in questa chiesa dedicata a San Paolo che proprio in Siria, a Damasco, ebbe la sua conversione. Per questo sono contento e fortunato di pregare con voi per la pace in questa regione del mondo dove abbiamo sofferto tanto e continuiamo a soffrire a causa della mancanza di giustizia, a causa degli interessi delle forze internazionali che guidano.

Preghiamo insieme a voi per la pace in questo Medio Oriente perché basta morti! basta guerra! Abbiamo diritto di vivere e di vivere insieme: cristiani, musulmani, curdi e ismaeliti, tutti, confessioni ed etnie! Questa è la bellezza del nostro mondo, non deve essere una ragione per combattere, per fare dei morti ancora di più.

In Siria come in Israele, oggi ci sono tanti conflitti tra comunità. Abbiamo bisogno di accettare la croce per far partire la pace, per costruire la pace.

Forse l’unica speranza per tutti noi è la Chiesa. La Chiesa è l’unica speranza e concretizza questa speranza con iniziative come questo pellegrinaggio giubilare, come la solidarietà con il popolo della Siria come con  altri paesi poveri.

Quindi in Siria la Chiesa è l’unico segno di speranza non solo per i cristiani, ma anche per tutti gli altri, perché il nostro servizio come Chiesa in Siria, grazie a tutta la sua solidarietà, a tutti gli aiuti che vengono dall’Europa, dai diversi Paesi, permette a noi di pensare di salvare la vita di tanti, soprattutto per il problema sanitario, perché c’è tanta povertà e quindi ci sono tante malattie.

 

I nostri ospedali sono pieni e non sono sufficienti per tutti i malati che abbiamo. La mancanza dei medici, la mancanza dell’educazione è drammatica e anche   ultimamente, dopo il cambiamento del regime, abbiamo una povertà terribile perché a est hanno perso tutti i soldi rubati dal regime di Assad e il governo attuale non ha la possibilità di dare il salario, di finanziare il popolo.  Quindi, veramente, quando facciamo visita alle persone,  torniamo alla fine della giornata molto tristi a causa della miseria che il nostro  popolo vive. Tanti non hanno la possibilità di guarire, non hanno la possibilità di mandare i loro figli a scuola. Tutti questi problemi sono creati a causa della guerra.

Per questo oggi vogliamo pregare per fermare tutte le guerre. Preghiamo con il Papa Francesco per togliere tutte le armi in questo mondo, per fermare gli interessi economici e tornare verso l’uomo.

Per gli occhi di Dio, l’uomo è sacro, l’uomo  è il centro della vita,  è il senso della vita. Per questo il Vangelo di oggi del Figliol prodigo ci insegna l’importanza dell’uomo in qualsiasi situazione. Dobbiamo veramente spingere il mondo per impedire le guerre e tutte le ragioni  che fanno morire le genti per tornare nell’ordine di Dio, dell’uomo e del sacro.

Io vi ringrazio delle vostre preghiere, perché la preghiera è un vero sostegno per la salvezza del mondo.

Per finire questo discorso voglio vivere e condividere con voi la gioia della nostra speranza in mezzo alla miseria e  alla guerra.  Due settimane fa abbiamo celebrato la gioia del rientro di un ragazzo che era in ostaggio dei ribelli da dieci anni. Dopo dieci anni, dopo la messa di due domeniche fa, ho ricevuto la chiamata della liberazione di questo giovane che aveva lasciato un figlio di due anni che  oggi è  un ragazzo.

Nel mezzo del male più buio c’è sempre una luce.

Per questo ringraziamo il Signore che non ci lascia mai abbandonati.

Mons. Jacques Mourad, vescovo dell’Arcidiocesi di Homs dei Siri

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